أهم الأنباء

Questi populismi vanno combattuti con forza

Ancora una risposta a Nadia Urbinati Il rasoio di Occam

Materialismo e prassi emancipatrice in Alfred SchmidtContro il di regime

La del. In ricordo di Gustavo Bueno (1924 2016)

La è in a causa delle crescenti diseguaglianze economiche. Contrariamente a ciò che dice Nadia Urbinati, bisogna avere il coraggio, anche con l’aiuto di alcune idee populiste, di democratizzare la in senso anti rappresentativo e anti oligarchico.

L’ARTICOLO IN PDFChe ne è dell’eguale dignità dei cittadini in un mondo in cui le disparità economiche aumentano continuamente? Le istituzioni elettorali e rappresentative delle democrazie contemporanee sono davvero attrezzate per far fronte alla polarizzazione economica e alle disparità di che ne derivano? Quali riforme bisogna attuare per far sì che le istituzioni politiche facciano da argine alla piena, altrimenti incontrollata, delle diseguaglianze economiche, e per piumini moncler uomo promuovere e difendere l’eguaglianza?

Sono queste le domande attorno alle quali, a nostro parere, deve svolgersi l’analisi dei movimenti populisti. Alcuni populismi si contrappongono programmaticamente alle crescenti diseguaglianze economiche, agli ultra ricchi che diventano sempre più ricchi. Lo fanno in nome di quelli che chiamava i più, e che invece movimenti come Occupy Wall Street chiamano il 99%, ossia la stragrande maggioranza dei cittadini contrapposta a coloro che possiedono enormi ricchezze. Ci sono ovviamente movimenti populisti con tendenze all’autoritarismo e al razzismo, che minacciano le minoranze e le utilizzano come capri espiatori. Questi populismi vanno combattuti con forza. Ma l’allarmismo unilaterale contro la sfida populista alle istituzioni democratiche, così caratteristico del dibattito pubblico e accademico dei nostri giorni, corre il rischio di soffocare il grido di dolore dei cittadini di cui ci parla John McCormick. Questo allarmismo impedisce di affrontare seriamente quella che, come mostra Jeffrey Winters, è la minaccia suprema alla dei cittadini nella maggior parte delle società umane, ossia il oligarchico, le risorse economiche che si concentrano nelle mani di pochissimi, e l’impatto che questo ha sulla distribuzione del politico.

Chi sono oggi gli oligarchi? Sono quella frazione minuscola della popolazione fatta di persone che controlla enormi ricchezze, o perché le possiede o perché le gestisce, come nel caso di coloro che gestiscono le attività di banche e società finanziarie. I gruppi di oligarchico sono gruppi con enorme influenza e le oligarchie finiscono sempre inevitabilmente per costituirsi, come ci ricorda stesso, in tutte le repubbliche libere. Anzi, in moncler saldi particolare nelle repubbliche moncler donna libere: le moderne democrazie sono tra le società più diseguali della. Oggi le oligarchie si sono globalizzate e finanziarizzate. A causa di questi cambiamenti il loro politico è diventato più difficile da individuare e da contrastare. per questo che le idee anti oligarchiche con radici populiste possono essere una risorsa.

Il problema della diseguaglianza economica ha una dimensione istituzionale. Accanto alla necessaria discussione su possibili politiche redistributive che possano porre rimedio all’eccessivo e sproporzionato outlet moncler accumulo di ricchezze nelle mani di pochi, occorre chiedersi quali istituzioni politiche possano essere in grado di attuare politiche di questo tipo e di garantire stabilità a lungo termine a distribuzioni più egalitarie dei frutti della cooperazione sociale.

La nostre riflessioni su questo tema partono da moncler outlet online uomo un’analisi critica delle tesi di Nadia Urbinati, sia quelle esposte in un piumini moncler scontatissimi commento ad un nostro precedente articolo, sia quelle esposte nei suoi recenti libri Democrazia in diretta (Feltrinelli, 2013) e Democrazia sfigurata (Università Bocconi Editore, 2014). Urbinati ha ribadito quella che lei considera la sostanziale adeguatezza della rappresentativa e della sua logica, e ha messo in guardia verso le sirene del, che a suo dire annuncerebbero inevitabilmente svolte autoritarie, pericolosi abusi contro le minoranze, e politiche solo apparentemente moncler saldi outlet popolari. In contrapposizione a Urbinati, John McCormick ha invece sostenuto la necessità moncler bambino saldi di cambiare radicalmente le regole del gioco e superare la logica della rappresentanza, o perlomeno affiancare le istituzioni esistenti a istituzioni come l’assegnazione di alcune cariche politiche per mezzo del sorteggio, i frequenti referendum che richiedono la partecipazione non mediata da rappresentanti eletti, l’esistenza di cariche non accessibili agli ultra ricchi, ecc. moncler outlet serravalle La nostra posizione come chiariamo qui sotto è vicina a quella di McCormick e per certi aspetti va oltre quella di McCormick.

un moncler bambino outlet dibattito comunque che ci auspichiamo possa contribuire positivamente alla discussione sulle riforme istituzionali in Italia, discussione purtroppo imperniata sulla contrapposizione fra conservatori dello moncler outlet online uomo status quo costituzionale talvolta ben motivati, come nel caso appunto di Urbinati e riformatori non certo ispirati da preoccupazioni democratiche, ma invece infastiditi dalla deliberazione parlamentare e decisi, nel nome dell’efficienza, a dare carta bianca ad esecutivi forti e pronti ad eseguire quelle riforme strutturali che i potentati economici invocano. Purtroppo la discussione si svolge come se non ci moncler outlet fossero alternative, come se si debba per forza scegliere fra l’arroccarsi a difesa della esistente e l’abbracciare il riformismo di stampo efficientista che cerca di ridurre al minimo gli spazi democratici.

Si tratta peraltro di un dibattito necessario anche a livello europeo, dove le posizioni sono in qualche modo invertite. Coloro che difendono lo status quo tecnocratico elitista a livello dell’Unione Europea spesso coincidono con gli innovatori istituzionali a livello domestico, in quanto vorrebbero importare l’efficientismo tecnocratico dell’UE all’interno dei singoli paesi dell’UE, e soprattutto di quelli che non riescono ad attuare da soli le riforme invocate dai potentati economici. Questi si contrappongono a coloro che ritengono possibile e auspicabile, per sopperire al cosiddetto deficit democratico dell’UE, un’evoluzione in senso più marcatamente elettoral rappresentativo delle istituzioni dell’Unione. Questi ‘riformisti’ a livello dell’UE, che vorrebbero meno tecnocrazia e più rappresentativa, sono spesso istituzionalmente conservatori a livello domestico e difendono la nazionale da modifiche in direzione efficientista e tecnocratica.

Ma chi vuole curare il deficit democratico con la rappresentativa spesso non si avvede dei limiti intrinseci di questo modo di intendere la, limiti che discutiamo qui sotto e che la scala continentale e sovra nazionale finirebbe inevitabilmente per amplificare. questa angustia dialettica tra quelli a favore della tecnocrazia e quelli a favore della rappresentanza che le pratiche politiche e le idee dei movimenti populisti possono in qualche modo aiutare a superare, indicando la strada verso uno sperimentalismo democratico radicale (e possibilmente anti oligarchico) a tutti i livelli, da quello locale a quello sovra nazionale.

Bisogna chiedersi se l’eguaglianza formale, i meccanismi di accountability e gli spazi di contestazione previsti dalle istituzioni democratico rappresentative piumini moncler siano sufficienti, come Urbinati sembra suggerire, per garantire sufficiente inclusività moncler outlet online shop al sistema politico. E bisogna chiedersi quale sia il modo migliore di promuovere e articolare l’eguaglianza in un momento in cui le pressioni in direzione tecnocratica sono fortissime e in cui l’aumento sempre maggiore delle diseguaglianze economiche procede a passo spedito.

Si tratta di un dibattito piumini moncler outlet in qualche modo congenito ai sistemi democratico rappresentativi moderni, soprattutto se è vero come sostiene Urbinati che il governo rappresentativo è da ultimo basato su una finzione, una fragile costruzione legale che rappresenta i cittadini in realtà diversissimi per reddito, ricchezza e condizioni sociali come eguali. Urbinati ha ragione quando, in diversi passaggi dei suoi libri, ribadisce la necessità di accingersi sempre di nuovo a quella “costante opera di manutenzione” mirata a “impedire che diseguaglianze socioeconomiche si travasino nel politico”. Alla luce delle crescenti moncler saldi uomo disuguaglianze, l’urgenza di quest’opera di manutenzione si fa oggi dirompente e come sosteniamo qui sotto gli strumenti teorici e pratici per quest’opera di manutenzione vanno molto oltre quanto Urbinati https://www.moncleroutlet-i.org ci suggerisce.

La finzione della rappresentanza e le diseguaglianze economiche

La rappresentativa moderna, nella ricostruzione di Urbinati, ha quattro caratteristiche istituzionali principali: “(a) la sovranità del popolo espressa mediante l’elezione dei rappresentanti; (b) la rappresentanza come piumini moncler saldi relazione di libero mandato; (c) un meccanismo elettorale che assicuri un certo moncler uomo grado di responsabilità verso il popolo da parte dei rappresentanti che parlano e agiscono in suo nome; (d) il suffragio universale che fonda la rappresentanza sull’uguaglianza ” (Democrazia in diretta, p.89). Tutte e quattro queste caratteristiche delle democrazie contemporanee hanno in realtà un legame essenziale con il principio di eguaglianza dei cittadini. L’elezione a suffragio universale garantisce che il processo politico sia emanazione dell’intera cittadinanza e non di sottogruppi privilegiati, moncler outlet trebaseleghe come accadeva quando il suffragio era limitato a classi ristrette di possidenti. Il conteggio numerico dei voti incarna in maniera diretta il principio secondo cui ogni cittadino ha lo stesso peso politico: ognuno vale uno. Il mandato libero, ossia l’indipendenza legale degli eletti da elettori e partiti, scinde il legame fra rappresentanti e interessi di parte, permettendo la partecipazione dei rappresentanti alla deliberazione quali portatori di visioni imparziali del bene comune della comunità, in modo da permettere la neutralità e l’imparzialità delle decisioni politiche.

مقالات ذات صله